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Dracula di Luc Besson, la recensione

⭐⭐⭐⭐⭐

Torna Luc Besson sul grande schermo, che con lui sembra grandissimo. Torna a inventare un cinema velato e multiforme fatto di una materia impossibile, in un capolavoro colossale che si prende gioco di tutti i generi e le convenzioni. Una poesia ipertrofica che sa asciugarsi e danzare al ritmo straordinario e senza tempo del film più bello di Sergio Leone, di un carillon che suona l’estasi eterna del cinema e ne misura il fuoco negli occhi bagnati di un titanico Caleb Landry Jones. Perché Besson immagina un cinema che rischia, che è sofferente nel sentirsi fuori posto, nel suo difficilissimo esistere. E se non piace ancora meglio, si gode ancora di più.

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